5 step per ads più performanti sui Social Media

06 Ago 2019

I contenuti organici non hanno più la stessa portata sui Social Media, questo ormai è un dato di fatto, a causa degli ultimi cambiamenti di algoritmo su Facebook, ad esempio: secondo statistiche di BuzzSumo, il calo di visibilità dei post “aziendali” su Facebook sarebbe del -20% nel 2019, rispetto al 2017. I Social vanno sempre più nella direzione di fornire un’esperienza di valore all’utente: basti pensare alla recentissima notizia dei test di Instagram per eliminare i “Like”, consentendo agli igers di concentrarsi unicamente sulla qualità del contenuto e non sui vanity metrics correlati. 

La soluzione, quindi, è smettere di fare ads sui Social? Nossignore: è invece essenziale avere una strategia ben strutturata, che segua le direttive imposte dall’alto, di cui la principale è – come sempre – il mantra “l’utente al centro”.

La pubblicità sui Social è un modo per indirizzare il pubblico su reti specifiche attraverso informazioni demografiche in modo che i consumatori interessati possano vedere il tuo marchio nei loro feed. E funziona davvero bene se fatto bene: ma spingere i contenuti a pagamento di fronte a utenti casuali e non ben targettizzati, non funzionerà. Devi essere strategico con la spesa pubblicitaria, la selezione dei contenuti e delle piattaforme, la frequenza degli ads e la canalizzazione degli utenti.

La nostra forza, come PayClick, sta proprio in questo: nella capacità di un’accurata profilazione del database, per andare a coinvolgere solo persone in target, davvero interessate a quel prodotto, servizio o informazione, con contenuti non invasivi. Per approfondire, puoi scaricare il nostro ultimo white paper su Conversational Marketing e Lead Generation.

Ecco 7 consigli per raffinare la vostra strategia di Social Advertising.

 

1. Settare degli obiettivi mirati per le campagne di Social Adv

Iniziamo ponendo prima la domanda più importante: qual è l'obiettivo della tua strategia pubblicitaria sui Social? Allocare budget per campagne alla cieca ti costerà tempo e denaro: bisogna dare la priorità ad obiettivi di business precisi, scegliendoli per priorità e andando a perseguirli uno alla volta.

Per aiutarti a iniziare il brainstorming degli obiettivi della tua campagna, esaminiamo i cinque obiettivi più comuni per gli inserzionisti di Social:

  • Aumento del traffico: se hai bisogno di più visite sull’homepage del tuo sito, di un blog o di landing page specifiche per campagne di lead generation, il tuo è un obiettivo di traffico. Si tratta di migliorare il numero totale di visitatori e visualizzazioni di pagina unici;
  • Aumento della visibilità: una maggiore consapevolezza del tuo marchio porta a maggiori acquisti, riconoscimenti e clienti fedeli. Gli obiettivi di visibilità sono ottimi per aumentare la copertura e le impressioni, il che è l'ideale per le campagne di brand awareness, ad esempio per un Brand appena nato;
  • Aumento del coinvolgimento: come puoi sapere se agli utenti piacciono davvero i tuoi post? Misurare il coinvolgimento attraverso condivisioni, commenti, Mi piace e retweet può aiutarti a capire quali contenuti funzionano meglio. Inoltre, consente al tuo marchio di avviare una conversazione reale con gli utenti;
  • Aumento della generazione di lead: molti marchi utilizzano annunci social a pagamento per generare lead. Questo è l'ideale per i marchi che desiderano promuovere contenuti o altre risorse all’interno di un iter in più passaggi, per guidare l’utente all’interno del tuo funnel;
  • Aumento delle vendite: i rivenditori online hanno molte opzioni di pubblicità Social per aiutare a vendere prodotti e servizi. Detto questo, l’obiettivo più ampio di “conversione” non deve essere necessariamente un acquisto, ma qualsiasi azione che vogliamo far compiere all’utente, che sia la compilazione di un form o la sottoscrizione alla newsletter.

 

2. Scegliere i canali Social più adatti al tuo business (e al tuo target)

Seconda decisione essenziale, dopo l’obiettivo della campagna, è scegliere le piattaforme Social da utilizzare.

Ogni leva Social ha dei vantaggi, ma la selezione va fatta sulla base di molti altri parametri, come il posizionamento della tua Azienda, il mercato e settore di riferimento e molto altro. Ecco alcune domande che è bene porsi:

  • Questo canale è in linea con il mio Brand Positioning?
  • I dati demografici di questo canale corrispondono al mio target?
  • I nostri concorrenti prendono di mira gli utenti su questa rete?
  • Il mio pubblico target è qui?
  • Il mio formato di annunci e il mio tone-of-voice si adattano alla piattaforma?

Diffida, quindi, da chi vi propone campagne ad ampio raggio su tutti i Social esistenti: stai molto probabilmente buttando parte del tuo budget per intercettare audience non sensate per te.

Un esempio banale a livello socio-demo? Difficile pensare di raggiungere una audience composta da giovanissimi under 20 attraverso Facebook, ad esempio: sarà meglio indirizzare le proprie energie su Snapchat.

Un altro esempio, a livello invece di tipologia di industry: un e-commerce potrà sfruttare le grandi potenzialità di acquisto tramite Social, presenti su Instagram, mentre un istituto di formazione potrebbe realizzare contenuti video per un ricco canale YouTube in cui investire.

 

3. Contenuti Social: qualità, coinvolgimento, timing e differenziazione

La prima regola del Content Marketing è: realizzare contenuti di qualità.

Non importa che i tuoi valori (e i vostri annunci a pagamento) vengano veicolati da un video, da un testo, un’immagine, una infografica o una gif: un contenuto bello da vedere, comprensibile, contestualizzato, pregnante e ben strutturato funziona, mentre una foto pescata a caso su una banca immagini free, un video con un pessimo audio o un’infografica che non si adatta ai vari tipi di schermo no… non funzioneranno.

È importante anche coinvolgere le persone, con messaggi ingaggianti, che prevedano e stimolino una reazione, soprattutto per i post a pagamento che hanno come obiettivo un’azione, una conversione. Contenuti statici, semplici “vetrine” di brand, autoreferenziali, possono essere adatti alla pagina pubblicitaria di una rivista… non a Instagram.

Inoltre, non credere a chi ti propone campagne Social con lo stesso identico contenuto replicato su canali diversi: a prescindere dalle differenze di formato per le immagini (tutt’altro che banali, onde evitare post sformattati o visual tagliati), bisogno sempre adattare e declinare il contenuto a seconda della piattaforma di riferimento, sia come lunghezze sia come tono di voce, come uso degli hashtag e molto altro.

Pensa a quando diverso può risultare lo stesso annuncio – poniamo un annuncio di ricerca talenti per un’Azienda di recruiting – veicolato su Twitter oppure su LinkedIn.

Infine, è sempre bene ricordare che il timing è fondamentale, sia per i contenuti organici sia per quelli a pagamento, sui Social: non tutti i momenti della giornata sono utili a catturare l’attenzione degli utenti di LinkedIn, piuttosto che di Instagram o su Telegram.

 

4. Avere un funnel specifico per chi “arriva” dai Social Ads

Un passo che gli inserzionisti social dimenticano spesso è quello di sviluppare una canalizzazione di marketing ad hoc per gli utenti agganciati sui social. È bene pensare a un percorso, un journey semplice, per step, che tenga conto anche del device utilizzato: mai dimenticare il mobile, secondo il Pew Research Center americano, ben l’80% del tempo trascorso sui Social avviene in mobillità.

Per spostare efficacemente gli utenti attraverso la tua canalizzazione, devi creare i passaggi giusti in ogni area dei tuoi annunci social: i tuoi potenziali clienti dovrebbero arrivare a pagine di destinazione specifiche, ma senza mai bruciare le tappe.

Se un potenziale cliente è stato ingaggiato per la prima volta dal tuo brand, e sta ancora familiarizzando con la tua linea di prodotti, prevedere subito un secondo step molto forzato che spinga all’acquisto potrebbe essere prematuro e far “scappare” il visitatore prima della conversione.

 

5. Ottimizzare la strategia di bidding e capire l’importanza dei test

Ora che hai una strategia basata su obiettivi precisi, un target definito e contenuti di qualità, tutto funzionerà da sé. Purtroppo, non è così: è necessario comprendere ancora due passaggi fondamentali.

In primis, devi trovare il giusto equilibrio e ottimizzare la tua strategia di offerta Social per essere competitivo e non sprecare budget. Per cominciare, ricorda che le tue offerte vanno in concorrenza con una grande quantità di competitor, che cercano di raggiungere gli stessi utenti.

Per consentire a tutti gli inserzionisti di avere una possibilità, esiste una struttura di bidding da comprendere. Una buona pratica è partire con bid bassi effettuando dei test di campagna: la fase di testing è fondamentale, come in ogni attività di digital marketing.

Solo grazie ai test sarà possibile capire quali annunci performano meglio: a quel punto, è pensabile investire di più sugli ads che stanno convertendo e “spegnere” o limitare quelli meno efficaci.

Nel corso nel tempo, però, l’efficacia di un annuncio potrebbe venire meno, ecco perché è bene fare un periodico “refresh”, una revisione delle campagne, sia lato contenuto sia lato bidding, per mantenere sempre la strategia fresca e al passo con i rapidi cambiamenti dei Social.



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